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Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti

Sabato, 24 Febbraio 2018
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Milano, 16 novembre 2017

Centro Congressi CNR - Via Alfonso Corti, 12 Milano

 

 

 

I PRIMI TRE ANNI DI UNICMI E LE SUE SFIDE

 

 

Giovedì 16 novembre il Centro Congressi del CNR, in Città Studi a Milano, ha accolto oltre 120 imprenditori per l’Assemblea Generale dei Soci Unicmi 2017.

 

Intervento_Carmine Garzia - assemblea Soci UNICMI 2017

L’Assemblea 2017 è stata aperta dall’analisi di Carmine Garzia, responsabile scientifico dell’Ufficio Studi Unicmi che ha evidenziato come gli investimenti nelle costruzioni nel 2017 siano cresciuti del 2.2% con un aumento del 1,4% nelle ristrutturazioni residenziali e dell’1,2% nel nuovo.

Nel non residenziale assistiamo invece ad una maggiore crescita: +2,3% nel nuovo e 2,4% nel rinnovo. Leggera crescita anche nelle infrastrutture e nel genio civile. La relazione ha evidenziato un segnale positivo: i prezzi delle opere hanno ricominciato a salire. Riguardo al settore dei serramenti l’analisi ha evidenziato come siano essenziali per il comparto le detrazioni fiscali per la sostituzione degli infissi che rappresentano il 40% del giro d’affari del settore ovvero 1.600 milioni di cui 700 per gli infissi in pvc, 500 per quelli in alluminio e 400 per il legno.

 

La grande incertezza per il 2018, almeno per quanto riguarda l’involucro edilizio, è legata alla Legge di Bilancio e al declassamento al 50% del bonus sui serramenti.

Il depotenziamento al 50% del bonus riqualificazione energetica, non solo infliggerà un colpo durissimo ai sistemi industriali italiani che hanno, in questi anni difficili, investito per migliorare continuamente le prestazioni dei loro prodotti in chiave energetica producendo una perdita di fatturato di circa 250-300 milioni di euro e la scomparsa di oltre 1.500 posti di lavoro nel solo comparto dei serramenti, ma vanificherà anche il contributo fondamentale avuto dagli stessi prodotti nel percorso dell’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi complessivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissati per il 2020. L’analisi ha infine evidenziato come resti fragile la redditività delle aziende e bassa la marginalità e come la situazione finanziaria e patrimoniale siano deboli dopo un contrazione del 40% registrata negli ultimi 10 anni.

 

Quali consigli per le Imprese? Non farsi tentare dalla trappola della crescita sacrificando i margini, identificare delle nicchie di mercato: segmenti e aree geografiche, affrontare il tema del consolidamento finanziario e patrimoniale, investire su risorse umane di qualità per lo sviluppo commerciale in Italia ed all’estero e investire in comunicazione, nella gestione della distribuzione e nei rapporti con il cliente.

 

Presidente Unicmi Riccardo Casini

Il Presidente Riccardo Casini nella sua relazione di ricandidatura ha evidenziato come tre siano stati i fattori competitivi che hanno permesso ad Unicmi di vincere la sfida inaugurata nel 2014: l’autorevolezza, il sapersi mettersi in gioco a 360 gradi e il duro lavoro, sottolineando come Unicmi sia attiva e vitale, nonostante la più grande crisi dal dopoguerra, perché si è chiesta cosa debba fare una Associazione per essere davvero utile alle Aziende che si arroga di rappresentare: capire il cambiamento del mercato e fornire indicazioni e strumenti utili ai propri Soci per navigare il cambiamento in maniera profittevole.

 

Unicmi ci ha provato, ci sta provando, ci continuerà a provare, con l’aiuto di tutti i Soci, con l’obiettivo di continuare a essere una Associazione-Laboratorio di elaborazione e condivisione di strategie di cambiamento e, contemporaneamente, uno strumento di difesa degli interessi delle industrie di qualità.

Il Presidente ha quindi illustrato ai Soci il contenuto delle tre mozioni, su tre argomenti di estrema attualità per i comparti rappresentati, che saranno veicolate alle Istituzioni:

 

 

Le mozioni, che riguardano tre argomenti ben distinti, presentano questi elementi comuni:

 

  • La libertà di accesso al mercato e l’abbattimento totale di logiche dirigistiche di gestione del mercato
  • La libertà di progettazione
  • La responsabilità dell’impresa a favore della qualità

 

 

PRIMA MOZIONE

NO ALL’IN HOUSE

 

Unicmi, che rappresenta le maggiori Imprese italiane produttrici di dispositivi per infrastrutture di mobilità, un comparto che vale circa 500 milioni di euro, ritiene che l’unica modifica agli appalti a carico dei concessionari autostradali sia l’elevamento del tetto di appalti da mandare in gara dall'80% al 100%. E’ infatti convinzione di UNICMI che, dal momento che i soggetti concessionari menzionati all’art. 177 comma 1 del Codice degli Appalti, hanno ottenuto la concessione senza aver vinto una gara, gli stessi, al fine di evitare una elusione delle norme europee in materia di procedura di affidamento dei contratti e delle concessioni pubbliche, dovrebbero avere l’obbligo di affidare all’esterno, attraverso una procedura di gara ad evidenza pubblica, non già solo l’80%, bensì il 100% dei contratti di lavori, servizi e forniture, senza neanche il limite dei 150.000 euro. Il mercato italiano non dev’essere affidato a logiche neo-dirigistiche bensì beneficiare della selezione qualitativa che solo il libero mercato può assicurare sia in termini di qualità delle opere, sia in termini di risparmio per la collettività.

 

 

SECONDA MOZIONE

CANCELLARE L’H’T

 

Unicmi, che rappresenta le maggiori Imprese italiane produttrici di facciate continue, un comparto che vale circa 550 milioni di euro, ritiene che il MISE debba recepire la posizione espressa dalla maggioranza del gruppo Consultivo “Legge 90” del CTI, ovvero l’eliminazione del requisito ministeriale per gli interventi di ristrutturazione importanti di 2° livello e di una formulazione alternativa e riparametrizzazione dei limiti ministeriali per gli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione di 1° livello.

Tutto ciò affinché l’Italia abbia la possibilità di progettare e costruire involucri e di progettare e operare recladding agli involucri esattamente come avviene nel resto del mondo.

 

 

 

TERZA MOZIONE

I SERRAMENTI NON VANNO PENALIZZATI

 

Unicmi, che rappresenta le maggiori Imprese italiane produttrici di serramenti metallici, un comparto che vale circa 1.500 milioni di euro, chiede al Parlamento: lo stralcio del paragrafo 2) lettera a) del comma 1 dell’articolo 3 della Legge di Bilancio 2018: “ai commi 1 e 2, dopo l’ultimo periodo è aggiunto il seguente: ” Parimenti, Unicmi chiede al Governo: emendamento al Decreto 11 marzo 2008

coordinato con il Decreto 26 gennaio 2010 e succ. mod. con introduzione limiti sulla permeabilità all’aria dei serramenti e richiesta di conformità dei giunti di installazione al requisito 5.3 della UNI 11673-1.

Escludere serramenti e schermature solari dal 65% significa arrestare un circolo virtuoso, penalizzare le industrie italiane che tanto hanno investito nella progettazione e nella realizzazione di prodotti sempre più performanti e far compiere un passo indietro al risparmio energetico in edilizia e all’affermazione di un’edilizia di qualità certificata.

 

Il Presidente ha quindi posto l’attenzione dell’Assemblea sui due importanti progetti che stanno caratterizzando l’attività associativa. Una prima sfida nell’ottica del far sistema fra tutto un comparto per affrontare il cambiamento del mercato è stata quella di IN FISSA PER. In fissa per ha rappresentato in poco meno di un anno enormi risultati in termini di diffusione della cultura sul serramento di alluminio nei confronti del consumatore: fra sito e social network Unicmi ha parlato con più di un milione di consumatori e potenziali acquirenti di serramenti. La seconda sfida è quella lanciata con il Marchio Posa Qualità Serramenti. Una sfida ancora più alta che rappresenta un esempio del coraggio di cambiare da parte di un comparto industriale, vincendo resistenze e tradizioni consolidate. E’ una sfida che Unicmi vuole condividere con tutte le altre Associazioni che rappresentano i costruttori di serramenti di altri materiali, perché il mercato lo si deve cambiare tutti insieme. Unicmi ritiene infatti che i serramenti italiani di qualità per essere competitivi innanzitutto sul mercato interno rispetto al dilagare di offerte di prodotti low cost provenienti da altri paesi, debbano essere valorizzati attraverso la certificazione della propria qualità costruttiva e la certificazione di una corretta posa in opera. E’ una sfida che si realizzerà nel 2018 con i primi Marchi Posa Qualità per i Serramenti sul mercato e con il lancio del Marchio Posa Qualità per le Facciate Continue.

L’Assemblea ha quindi proceduto ad approvare il bilancio 2106 e ad eleggere il Presidente e il Comitato di Presidenza per il biennio 2018-2019.

Il Presidente Riccardo Casini sarà affiancato dal Vicepresidente Vicario Guido Faré (Technoform Bautec Italia Spa) e dai Vicepresidenti Donatella Chiarotto (FIP INDUSTRIALE Spa) e Libero Ravioli.

 

La seconda parte dell’Assemblea è stata caratterizzata tre focus tematici su tre aspetti fondamentali del fare impresa nei comparti rappresentati da Unicmi: divulgare normativa con la dovuta interpretazione critica, sfruttare gli incentivi finanziari per innovare le proprie Aziende, saper comunicare i propri prodotti al mercato.

 

 

 

3 FOCUS in contemporanea

COSA CAMBIA PER L'IMPRESA

 

     
 

   

Valeria Severini

FreeData

     
 

   

Sergio Botta

Studio Botta & Associati Srl

     
 

   

Paolo Rigone

Franco De Pizzol

Giovanni Brero

Unicmi

 

 

 

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