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Venerdì, 11 Settembre 2026
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Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PDF Stampa E-mail
associazioni 5 novembre 2020

La riqualificazione energetica al centro della ripresa italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE ASSOCIAZIONI SCRIVONO A:

 

Giuseppe CONTE

Presidente del Consiglio dei Ministri

Stefano PATUANELLI

Ministro dello Sviluppo Economico

Roberto GUALTIERI

Ministro dell’Economia e delle Finanze

Paola DE MICHELI

Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti

Sergio COSTA

Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

Vincenzo AMENDOLA

Ministro per gli Affari Europei

 

 

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

La riqualificazione energetica al centro della ripresa italiana

 

La redazione e l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è una sfida epocale per il nostro Paese.

Essa rappresenta infatti la possibilità, unica nel suo genere, di rilanciare l'economia, salvaguardare e/o creare posti di lavoro e vincere la lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

 

La riqualificazione degli edifici esistenti è lo strumento ideale poiché permette di ottenere vantaggi in termini di crescita, posti di lavoro, resilienza economica e sociale, che non hanno eguali in altri settori:

 

  • l’elevata intensità di manodopera, tipica di tutti i lavori edili, consentirà di creare numerosi posti di lavoro locali (in media 18 posti di lavoro per ogni milione di euro investito, secondo lo studio di Renovate Europe https://www.renovate-europe.eu/2020/06/10/building-renovation-a-kick-starter-for-the-eu-economy/)
  • la riqualificazione migliorerà la qualità degli edifici, questo avrà enormi impatti su tutti noi cittadini, che trascorriamo circa il 90% del proprio tempo all’interno di edifici:
  • nelle scuole gli alunni avranno un migliore apprendimento;
  • negli uffici la produttività sarà maggiore;
  • negli ospedali i tempi di ospedalizzazione saranno ridotti;
  • nelle abiazioni il comfort sarà massimo e la salute migliore;
  • la forte diminuzione dei consumi energetici:
  • porterà decisivi benefici in termini di lotta ai cambiamenti climatici (gli edifici sono responsabili di buona parte delle emissioni climalteranti);
  • consentirà una importante riduzione degli inquinanti locali, con fondamentali risvolti positivi in termini di salute pubblica, anche legati al contenimento della pandemia di COVID-19 (la cui diffusione, secondo molti studi, è connessa proprio all’inquinamento locale).

 

È altresì importante ricordare che i predetti benefici si otterrebbero in breve tempo e durerebbero a lungo, grazie alla lunga vita delle tecnologie coinvolte (coibentazione e fonti rinnovabili).

 

L’Italia si era già attivata con il DL Rilancio Italia, del quale abbiamo apprezzato l’introduzione del c.d. Superbonus 110%. Ci attendiamo che nelle prossime settimane il Superbonus 110% entri pienamente a regime ed inizi così la ripresa per il settore edile e, conseguentemente, per buona parte dell’industria italiana.

 

È però necessario che tale strumento, mantenendo una previsione di spesa di circa 10 miliardi euro/anno, abbia un orizzonte temporale più ampio di quello originariamente previsto. Solo in questo modo infatti un adeguato numero di famiglie e cittadini avrà il tempo necessario per decidere la riqualificazione dei propri immobili.

 

Per questo motivo supportiamo la volontà di prorogare il Superbonus 110% fino al 2024 e, potenzialmente, anche oltre, fino all’obiettivo di de-carbonizzare l’intero parco edilizio, come previsto dalla Direttiva 2018/844/UE. Analogamente, supportiamo la volontà di destinare una parte delle risorse del Recovery Fund (1 miliardo euro/anno) per la riqualificazione degli edifici pubblici, esclusi dall’applicazione del Superbonus 110%.

 

Quanto sopra è il primo necessario passo per raggiungere i target di riduzione delle emissioni climalteranti al 2030 (-55%) e al 2050 (neutralità climatica). Ricordiamo infatti che l’Italia, ai sensi della Direttiva Europea sulle Prestazioni Energetiche degli Edifici (Direttiva 2018/844 – EPBD), deve ancora dotarsi di una vera e propria strategia nazionale di ristrutturazione a lungo termine per la de-carbonizzazione al 2050 del parco immobiliare italiano, solo annunciata nel decreto legislativo n. 48/2020.

 

Oggi più che mai è la riqualificazione degli edifici che può e deve contribuire alla ripresa dell’economia italiana e, al tempo stesso, rendere la nostra società più resiliente.

 

 

 

 
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