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Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti

Venerdì, 6 Dicembre 2019
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La Giornata della Collera PDF Stampa E-mail
logo giornata collera. Organizzatta da Uncsaal e Ance assieme alle 19 Associazioni della filiera delle Costruzioni12 febbraio 2013

Una composta Collera in piazza Affari.

 

 

 

 

 

 

 

 

immagine Piazza Affari a Milano, allestita per la Giornata della Colera: 10.0000 caschetti gialli sotto la scultura di Cattelan - Il Dito - a simboleggiare i posti di lavoro persi nel,'edilizia

 

 

Oggi mercoledì 13 febbraio si è tenuta presso Palazzo Mezzanotte a Milano La Giornata della Collera, promossa da 20 associazioni del mondo delle costruzioni, un’occasione per dichiarare la volontà di fermare un inaccettabile declino e per rilanciare un settore fondamentale per la tenuta sociale ed economica dell’intero Paese: basti pensare che una domanda aggiuntiva di 1 miliardo di euro nelle costruzioni genera una ricaduta complessiva nell’intero sistema economico di 3.374 milioni di euro e un aumento di 17.000 occupati.

 

Alla giornata hanno preso parte più di 1000 persone, in rappresentanza delle imprese, degli operatori e dei professionisti dell’intera filiera delle costruzioni.
Con un gesto di protesta simbolica per denunciare lo stato di profonda crisi che il settore vive, l’intera Piazza Affari è stata ricoperta da caschetti gialli, che rappresentano idealmente i posti di lavoro persi a Milano nel 2012.


Ma la collera si è tradotta in un Manifesto con il quale il mondo delle costruzioni ha rivolto un ultimo appello alla classe politica perché trasformi le istanze del settore in concrete e rapide azioni e provvedimenti legislativi. A La Giornata della Collera sono intervenuti diversi esponenti del mondo politico e istituzionale: Umberto Ambrosoli, Nichi Vendola, Carlo Dell’Aringa, Gian Luca Galletti, Maurizio Lupi, Oscar Giannino, Roberto Maroni, Giuliano Pisapia, Guido Podestà e in collegamento telefonico il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.

 

immagine del presidente Uncsaal, Corrado Bertelli, assieme al presidente di Assimpredial, Claudio De Albertis e agli altri presidenti, davanti alla Borsa di Milano nella Giornata della Collera, prima di deporre simbolicamente i caschi gialli

Occorre far ripartire il settore per far ripartire il Paese e quindi bisogna: liberare le risorse disponibili bloccate da una burocrazia soffocante e da regole disincentivanti come il Patto di stabilità interno; valorizzare la qualità italiana del prodotto edilizio accentuandone il valore di sostenibilità ambientale; attrarre investimenti privati ridefinendo politiche fiscali che oggi deprimono l’investimento immobiliare rispetto a quello mobiliare e colpiscono maggiormente i processi di trasformazione e rigenerazione urbana; ridare equità ai contratti dando certezza ai tempi di pagamento; riportare le banche al loro storico ruolo di partner degli operatori e delle famiglie; definire una moderna politica industriale basata su credibilità, trasparenza, garanzie reali, qualificazione, merito, professionalità.

 

 

 

 

I numeri della crisi
La crisi economico-finanziaria sta trascinando il settore delle costruzioni – un’industria motore dell’intero sistema economico – nella recessione più grave dal dopoguerra. Sono necessarie una politica industriale nel medio-lungo periodo e misure strutturali in grado di invertire le tendenze in atto, con risposte alla domanda abitativa, infrastrutturale e di qualità urbana, per stimolare la crescita duratura del Paese.
Tra il 2008 e il 2012 il settore ha perso il 26% in termini reali di produzione, ovvero 43 miliardi di euro. Dalla fine del 2009, 40.000 imprese hanno chiuso e moltissime sono sull’orlo della chiusura o del fallimento. Nel 2012 gli investimenti in costruzioni registrano una flessione del 7,6% in termini reali e a fine 2013 il settore delle costruzioni avrà perso, in 6 anni, circa il 30% degli investimenti. Soffrono tutti i comparti, dalla produzione di nuove abitazioni, che in questi sei anni (dal 2008 al 2013) avrà perso il 54,2%, all’edilizia non residenziale privata, che segna già una riduzione del 31,6%, alle opere pubbliche, che registrano una caduta del 42,9%. Gli effetti sulle imprese e sull’occupazione sono pesantissimi: le costruzioni hanno perso, dall’inizio della crisi a oggi, 360.000 posti di lavoro. La perdita occupazionale supera i 550.000, se si considerano anche i settori collegati, senza tener conto degli studi professionali costretti a ridurre i collaboratori.

 

Perché Milano
E’ stata scelta Milano perché ospiterà l’Esposizione Universale del 2015 e sarà quindi la vetrina del nostro Paese in tutto il mondo; perché qui ha sede la maggior parte delle imprese della filiera delle costruzioni e degli studi professionali; perché qui è concentrato il più alto numero di lavoratori delle costruzioni; perché in questo territorio è il motore economico del Paese. Milano città da sempre motore e avanguardia del Paese, può e deve un esempio positivo e virtuoso di capacità di visione strategica, di cultura della trasformazione, della qualificazione, della rigenerazione urbana, di interventi che producano ricadute in termini economici, ma anche sociali ed ambientali.

 

 

 

immagine dell'intervento del Presidente Bertelli a Palazzo Mezzanotte, nella Giornata della Collera

L'intervento di Corrado Bertelli, Presidente Uncsaal

 

A nome della filiera dei prodotti e dei materiali da costruzioni, aderiamo alla Giornata della Collera condividendo convintamente tutte le sei istanze contenute nel Manifesto.

 

In particolare crediamo che per una ricrescita sana siano fondamentali alcuni punti:

La qualità edilizia dei prodotti, dei sistemi e dell’edificio
Solo la qualità potrà distinguersi sul mercato e solo prodotti che forniscono garanzie certificate potranno veramente fare la differenza.
La qualità dell’edilizia deriva dalla qualificazione di chi vi opera: produttori, artigiani, imprese di costruzione, progettisti. Senza qualità non si crea ricchezza e non si mantengono risorse in un comparto fondamentale come quello delle costruzioni.

 

La riqualificazione energetica, statica e acustica dell’esistente
Il nostro patrimonio edilizio è costituito in maggior parte da edifici vecchi e inefficienti sia dal punto di vista energetico, sia acustico, sia statico.
L’efficientamento di questo immenso patrimonio potrebbe essere, oltre che un’occasione per rilanciare il settore, anche una grandissima opportunità di risparmio per gli utenti finali, di aiuto alla tutela ambientale e di rispetto dei parametri europei.
Riqualificare gli edifici esistenti rappresenterà l’unica frontiera per lavorare…

 

La conferma del 55%
Come possiamo credere ad una ripresa nel secondo semestre 2013 se le detrazioni del 55% andranno a cessare al 30 giugno di quest’anno mentre rappresentano un sostegno indispensabile alla vita e alla qualità delle industrie dei prodotti da costruzione?
Il 55%, ha contribuito a sostenere la domanda e ha stimolato processi di innovazione tecnologica e di innalzamento della qualità per tutti i prodotti da costruzione in grado di contribuire fattivamente al risparmio energetico.
Con la crisi iniziata alla fine del 2009, il 55% è diventato una componente strutturale della domanda mitigando gli effetti della recessione in atto nel settore delle costruzioni e sostenendo gli investimenti effettuati da molte aziende.
Gli incentivi fiscali rappresentano ora una delle principali determinanti della domanda dei nostri prodotti su cui incidono per una percentuale variabile tra il 40% e il 50%.
Senza 55% perderemo una domanda quantificabile in decine di miliardi di euro e le aziende italiane del nostro settore si troverebbero nell’impossibilità di far fronte agli impegni finanziari presi per sostenere gli investimenti, con conseguente situazione di crisi e dissesto che potrebbe interessare fino al 25% delle aziende ad oggi sopravvissute nel settore.
Il 55% non è solo una legge da confermare perché utile al sopravvivere di migliaia di PMI, ma significa garantire qualità, prestazioni e civiltà al nostro paese.

 

L’importanza di costruire NUOVI EDIFICI EFFICIENTI
Sarà fondamentale il messaggio che le imprese di qualità porteranno avanti: dovranno spiegare che le costruzioni di nuova generazione forniscono migliore confort, migliore gestione, risparmio energetico effettivo ma soprattutto risparmio economico da subito riscontrabile in bolletta.
Ricordiamo a tutti che oggi, aldilà della crisi, molte case nuove sono invendute perché di classi energetiche medie, nel rispetto della legge, ma di prestazioni non elevatissime.
Ormai, malgrado la legge imponga almeno una classe C, gli edifici di classe B fanno fatica ad essere venduti. I nuovi edifici dovranno essere di qualità superiore.

 

L’importanza di NON SVILIRE IL MERCATO
Riteniamo infine sia necessario il controllo della qualità.
Per esempio –e penso all’acustica o alle classi energetiche- auspichiamo che la pubblica amministrazione faccia davvero applicare le normative e i relativi valori.
In contemporanea da parte nostra è necessaria una comunicazione forte al mercato che spieghi a gran voce quali sono i rischi di un lavoro sottopagato o dell’utilizzo di materiali non conformi o di scarsa qualità.
E grazie a questa comunicazione dovremo creare le basi per l’affermazione di uno standard minimo da cui nessuno potrà prescindere perché richiesto dal mercato stesso.

 

Dalla Giornata della Collera, tutti noi siamo certi che nascerà un fronte unitario e propositivo che richiami la politica alle proprie responsabilità e incalzi il nuovo Governo verso scelte di politica industriale in grado di restituire competitività ad uno dei settori chiave del sistema-paese.

 

 

 

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Scarica il comunicato Uncsaal per la giornata

 

 

 

loghi associazioni aderenti alla giornata della collera: acai, ance assimpredil, anit, aspesi, assogesso, assoimmobiliare, assolombarda, asso malte, casartigiani lombardia, cna lombardia, confartigianato, confindustria alto milanese, confindustria monza e brianza, consulta regionale geometri, croil, federcomated, fimaa, uncsaal, unione artigiani

Le associazioni partecipanti

 
2 punti srl